Mahister
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“Mahister si inserisce nel mercato della ristorazione, veloce, dinamico, in evoluzione, in cui il 79,3% della forza lavoro ha un contratto occasionale. Eliminando le intermediazioni, offriamo un contatto diretto all’utente che può proporsi al ristoratore attraverso un numero telefonico.” “Com’è andato il kickoff? Siamo partiti con un gruppo Whatsapp di nove amici. Nel giro di qualche settimana eravamo già una community di 600 persone: ci eravamo accorti che quel gruppo poteva diventare qualcosa di più. L’interesse l’abbiamo creato offrendo opportunità di lavoro e colmandola mancanza improvvisa di personale.”

Quale problema risolve e/o che bisogno soddisfa Mahister? Con quale soluzione?

Mahister si inserisce nel mercato della ristorazione, veloce, dinamico, in evoluzione, in cui il 79,3% della forza lavoro ha un contratto occasionale. Eliminando le intermediazioni, offriamo un contatto diretto all’utente che può proporsi al ristoratore attraverso un numero telefonico. In questo modo Mahister garantisce al 95% la possibilità di un colloquio di lavoro anche per coprire, in 24 ore, il personale mancante.

Come avete generato il primo interesse intorno al vostro prodotto/servizio e conquistato i vostri primi clienti?

Siamo partiti con un gruppo Whatsapp di 9 amici. Nel giro di qualche settimana eravamo già una community di 600 persone: ci eravamo accorti che quel gruppo poteva diventare un qualcosa di più. L’interesse l’abbiamo creato facendo quello per cui siamo nati, ovvero dare lavoro e colmare la mancanza improvvisa di personale.

A che stadio di sviluppo siete ora e come vedete il futuro di Mahister?

Al momento siamo usciti con l’applicazione solo per Android, quindi in piena fase di testing. Per il futuro vorremmo mettere “la bandierina” di Mahister sulla nostra Firenze e, perché no, iniziare ad affacciarci fuori dalla Toscana.

Qual è stato il momento più difficile del vostro percorso?

In questo periodo stiamo vivendo una fase di transizione in cui è complicato gestire l’autofinanziamento di Mahister. Ma con passione, voglia ed un pizzico di fortuna siamo convinti di poterla superare, trovare una persona che creda nel nostro progetto e permetterci di fare il salto di qualità che vogliamo.

Quando vi siete resi conto di avercela fatta?

Crediamo negli obiettivi e nel riuscire a raggiungerli. Collaborare con 250 aziende, avere una percentuale di colloquio del 95%, 1000 persone impiegate ed una community di 4000 utenti sono numeri che ci fanno ben sperare.

Quale consiglio dareste ad un/a giovane startupper?

Partendo dal presupposto che non siamo nella posizione di dare consigli perchè abbiamo ancora tanto da imparare, il nostro consiglio è quello di saper ascoltare tutti, prendere da ogni conversazione il meglio ed aggiungerlo al proprio percorso.

Dal vostro punto di vista, cosa rende Firenze speciale per lo sviluppo di startup?

Firenze è un campo incredibilmente fertile per le startup, si sta modellando sulle orme di un futuro che si prospetta sempre più tecnologico. Siamo orgogliosi di essere parte di questo cambiamento.