HiGoal
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http://www.higoal.it/

“HiGoal è il primo dispositivo in grado di automatizzare il processo di ripresa e montaggio delle azioni salienti di una partita di calcio. Con la nostra tecnologia, tutte le società potranno generare i propri highlights, con un modello di business che permetta alle società di monetizzare i video generando autofinanziamento.” “Com’è nata HiGoal? Con una telecamera, un sito internet in beta e cinque mesi di partite in casa al campo di calcio dell’Affrico. Dopo il primo week-end avevamo 500 utenti registrati e decine di email al giorno di ringraziamenti.”

Quale problema risolve e/o che bisogno soddisfa HiGoal? Con quale soluzione?

Le società sportive giovanili e dilettantistiche non si possono permettere un video maker per girare i video delle partite. HiGoal è il primo dispositivo in grado di automatizzare il processo di ripresa e montaggio delle azioni salienti di una partita di calcio. Con la nostra tecnologia, tutte le società potranno generare i propri highlights, con un modello di business che permetta alle società di monetizzare i video generando autofinanziamento.

Come avete generato il primo interesse intorno al vostro prodotto/servizio e conquistato i vostri primi clienti?

La cosa più importante prima di iniziare è la validazione dell’idea. Per evitare di trovarci in un mercato senza domanda, ci siamo armati di tanta pazienza. Abbiamo comprato una telecamera, realizzato un sito internet in beta e siamo andati a riprendere per 5 mesi tutte le partite in casa al campo dell'Affrico. Dopo il primo week end avevamo 500 utenti registrati e decine di email al giorno di ringraziamenti.

A che stadio di sviluppo siete ora e come vedete il futuro di HiGoal?

Anche se ancora in early stage, stiamo già vendendo i primi dispositivi a Firenze. Mi auguro, da qui ai prossimi 3-4 anni, di poter costruire un'azienda leader in Europa in tecnologie applicate allo sport.

Qual è stato il momento più difficile del vostro percorso?

Le fasi della start up sono tutte molto difficili, ogni giorno affrontiamo sfide nuove e complesse. Il segreto è fare dell'innovazione una cultura aziendale per trovare soluzioni.

Quando vi siete resi conto di avercela fatta?

Dobbiamo ancora dimostrare tanto. Il mondo corre veloce, con una fortissima concorrenza globale. Nell'hi-tech non esiste una comfort zone, dobbiamo fare della creatività la nostra arma vincente.

Quale consiglio dareste ad un/a giovane startupper?

Fare una startup non è un gioco tra amici. Per vincere dovete innamorarvi del problema che volete risolvere e della vostra soluzione: solo così svilupperete l'istinto di sopravvivenza che stimolerà il vostro ingegno nei momenti di rischio.

Dal vostro punto di vista, cosa rende Firenze speciale per lo sviluppo di startup?

Firenze è una città dalle potenzialità enormi, chi cresce qui riceve gratuitamente un'educazione al gusto che in altri Paesi è impossibile da avere. Negli ultimi anni le istituzioni locali hanno posto maggiore attenzione al tema delle startup: il progetto Murate Idea Park ne è una dimostrazione. Un complesso meraviglioso a disposizione di ragazzi e ragazze per creare nuove idee.